venerdì 30 luglio 2010

i pazienti saranno curati sia con la medicina tradizionale che con quella «alternativa»

Medicina complementare: in Toscana
il primo ospedale «integrato»

Sarà inaugurato a Pitignano, in provincia di Grosseto, a fine giugno. Avrà tre reparti

i pazienti saranno curati sia con la medicina tradizionale che con quella «alternativa»
Medicina complementare: in Toscana
il primo ospedale «integrato»
Sarà inaugurato a Pitignano, in provincia di Grosseto, a fine giugno. Avrà tre reparti
L'ospedale di Pitigliano, in provincia di Grosseto, sarà il primo a praticare in Italia la medicina «integrata»
L'ospedale di Pitigliano, in provincia di Grosseto, sarà il primo a praticare in Italia la medicina «integrata»
PITIGLIANO (GROSSETO) –
L’appuntamento è per fine giugno. Parola di funzionari e amministratori regionali che sul piccolo ospedale di Pitigliano, colline del tufo in provincia di Grosseto, hanno scommesso un pezzo di futuro della sanità toscana e italiana. Il «Petruccioli», tre reparti (medicina generale, day surgery, pronto soccorso) e ambulatori, quindici medici, sarà il primo nosocomio europeo di «medicina integrata», ovvero curerà i pazienti alternando, secondo le esigenze, le cure tradizionali a quelle complementari, come omeopatia, agopuntura e fitoterapia e discipline bionaturali come yoga, shiatsu e suono-terapia. L’annuncio è stato dato durante un convegno organizzato nella «Piccola Gerusalemme» (così è stata ribattezzata Pitigliano per la sua cultura ebraica e la bellezza del paese scavato nel tufo) al quale hanno partecipato medici tradizionali e «complementari» nonchè amministratori.
FINANZIAMENTI - Il progetto ha già ottenuto un primo finanziamento della Regione Toscana di circa 1,3 milioni di euro. A Pitigliano arriveranno alcuni medici specializzati nelle medicine alternative. «Che non opereranno in autonomia – spiega Simonetta Bernardini, pediatra e presidente della Società italiana omeopatia e medicina integrata, la responsabile del progetto – ma in perfetta integrazione con gli altri colleghi. E per ogni caso potranno scegliere, ascoltato il paziente, le cure migliori, alternando e integrando le medicine tradizionali e complementari». Una rivoluzione, che potrebbe far superare anni di polemiche e incomprensioni tra la stessa categoria medica da sempre divisa su omeopatia, fitoterapia e agopuntura. «Ogni paziente potrà scegliere la cura preferita senza spendere una lira – spiega Fabio Roggiolani, presidente della Commissione sanità della Regione Toscana -. Un esempio? Se all’ospedale di Pitigliano sarà ricoverata una donna incinta con il bambino in posizione podalica, si potrà decidere con il suo consenso, se provare a risolvere il problema utilizzando tecniche di agopuntura per far tornare il bambino nella posizione favorevole al parto, prima di arrivare al taglio cesareo».
ACCORDI PROFESSIONALI - La nascita del primo ospedale italiano di medicina integrata segue la legge regionale che ha messo sullo stesso piano le due medicine. Sono stati stipulati accordi con le associazioni professionali. «Gli ordini dei medici, degli odontoiatri, dei farmacisti e dei veterinari – continua Roggiolani - hanno istituito elenchi nei quali si certifica l’attività di quei professionisti che hanno i requisiti per esercitare la medicina complementare». L’ospedale di Pitigliano avrà anche una funzione pedagogica. Qui l’università di Siena organizzerà corsi di specializzazione dedicati ai medici e nascerà su Internet la prima biblioteca italiana dedicata alle medicine complementari. Nel futuro del progetto c’è anche l’impiego di discipline bionaturali, ovvero tutte quelle pratiche legate ai massaggi e alla ginnastica orientali per migliorare la qualità della vita. Tra questa anche la terapia del suono. «Suoni naturali studiati appositamente per rilassare il paziente – spiega Fabio Pianigiani, musicologo, docente all’Università di Siena – e che si integrano perfettamente con la terapia. Ci sono studi scientifici che dimostrano che, musica e suoni ben calibrati, abbattono lo stress e contribuiscono alla guarigione».
Marco Gasperetti
mgasperetti@corriere.it


Tratto dal Corriere della Sera (www.corriere.it)

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