Tai Ji (Tai Chi), Qi Gong (Ch'i Kung), Metodo Dorn, Massaggio Breuss a Genova
Visualizzazione post con etichetta Taoismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Taoismo. Mostra tutti i post
martedì 13 settembre 2016
Inizia la nuova stagione 2016/2017
Ci siamo, riprendiamo con i corsi di Tai Ji e Qi Gong per la nuova stagione 2016/2017.
Nel dettaglio...
---------------------------------------------------------------------------------------------------
Taijiquan stile Chen - Spazio Danza - Genova Sampierdarena
Inizio corso mercoledì 14 settembre
Lezioni il mercoledì e il venerdì dalle ore 20:00 alle ore 21:15
----------------------------------------------------------------------------------------------------
Taijiquan stile Wu - Centro Yoga Ki - Genova centro
Inizio corso mercoledì 21 settembre
Lezione ogni mercoledì dalle 13:00 alle 14:15
----------------------------------------------------------------------------------------------------
Qigong + taijiquan stile Wu - Società Sportiva Sant'Ilario - Genova Nervi
Inizio corso martedì 27 settembre
Lezioni il martedì e il venerdì dalle ore 16:30 alle ore 18:00
Per maggiorni informazioni scrivere a cristiano.calvi@gmail.com
Etichette:
Benessere,
Chen,
Corsi,
Introduzione,
Qi Gong,
Tai Ji Quan,
Taoismo,
varie,
Workshop
lunedì 27 giugno 2016
Luglio 2016: un mese ricco di attività all'aperto
Un mese ricco di lezioni ed iniziative all'aperto quello di luglio 2016!
Iniziamo con un workshop di Qi Gong che prevede quattro incontri nei prossimi sabati mattina:
- sabato 2
- sabato 9
- sabato 16
- sabato 23
Dalle ore 10:00 alle ore 13:00 ci dedicheremo ad una pratica che ci farà lavorare su 4 elementi fondamentali: respirazione, rilassamento muscolare, aumento e circolazione del Qi.
Ogni incontro si svolgerà nella splendida cornice del parco di Nervi, tra mare e collina.
Martedì 5, 12, 19, sempre nel Parco di Nervi, tra le 18:00 e le 19:30 ci saranno le usuali lezioni di QiGong e Taiji stile Wu.
Mercoledì 6, 13, 20 nei giardini della Fiumara terremo invece dalle ore 20:00 alle 21:30 degli incontri di Taiji stile Chen.
Per ulteriori informazioni sui programmi, sulle quote di partecipazione e per prenotazioni scrivere a cristiano.calvi@gmail.com
Iniziamo con un workshop di Qi Gong che prevede quattro incontri nei prossimi sabati mattina:
- sabato 2
- sabato 9
- sabato 16
- sabato 23
Dalle ore 10:00 alle ore 13:00 ci dedicheremo ad una pratica che ci farà lavorare su 4 elementi fondamentali: respirazione, rilassamento muscolare, aumento e circolazione del Qi.
Ogni incontro si svolgerà nella splendida cornice del parco di Nervi, tra mare e collina.
Martedì 5, 12, 19, sempre nel Parco di Nervi, tra le 18:00 e le 19:30 ci saranno le usuali lezioni di QiGong e Taiji stile Wu.
Mercoledì 6, 13, 20 nei giardini della Fiumara terremo invece dalle ore 20:00 alle 21:30 degli incontri di Taiji stile Chen.
Per ulteriori informazioni sui programmi, sulle quote di partecipazione e per prenotazioni scrivere a cristiano.calvi@gmail.com
mercoledì 10 febbraio 2016
Stage interdisciplinare
A febbraio Discipline per il Benessere propone un interessante stage interdisciplinare adatto a tutti i praticanti di discipline orientali, in particolare Qi Gong e Taijiquan e anche a chi si vuole avvicinare a tali discipline.
Il lavoro sarà concentrato sul particolare utilizzo dell'articolazione della spalla che ritroviamo nella quasi totalità degli esercizi e delle tecniche.
Piccole sequenze, esercizi e movimenti particolari saranno al centro della pratica per capire quali sono i concetti che stanno alla base dei movimenti principali.
L'appuntamento è sabato 13 Febbraio alle ore 10:00 presso i locali di Spazio Danza 1 in via Pittaluga, a Sampierdarena.
E' gradita la conferma di partecipazione a cristiano.calvi@gmail.com oppure al 347 2753780
Il lavoro sarà concentrato sul particolare utilizzo dell'articolazione della spalla che ritroviamo nella quasi totalità degli esercizi e delle tecniche.
Piccole sequenze, esercizi e movimenti particolari saranno al centro della pratica per capire quali sono i concetti che stanno alla base dei movimenti principali.
L'appuntamento è sabato 13 Febbraio alle ore 10:00 presso i locali di Spazio Danza 1 in via Pittaluga, a Sampierdarena.
E' gradita la conferma di partecipazione a cristiano.calvi@gmail.com oppure al 347 2753780
mercoledì 25 novembre 2015
Regalati un po' di TEmpo
Siamo lieti diinvitare tutti ad una giornata dedicata al benessere fisico e mentale per rilassarvi attraverso un percorso dove potrete provare gratuitamente varie discipline e trattamenti orientali:
Potrai inoltre assistere alle conferente sulle discipline dei vari operatori.
L'appuntamento è presso il Centro Ki, via Cesarea 10/16 il giorno SABATO 28 NOVEMBRE dalle ore 10:00
L'ingresso e la partecipazione alle lezioni e alle conferenze è TOTALMENTE GRATUITO.
- Yoga (hata, flow, nidra)
- Qi Gong
- Tai Ji
- Trattamento Shiatsu
Potrai inoltre assistere alle conferente sulle discipline dei vari operatori.
L'appuntamento è presso il Centro Ki, via Cesarea 10/16 il giorno SABATO 28 NOVEMBRE dalle ore 10:00
L'ingresso e la partecipazione alle lezioni e alle conferenze è TOTALMENTE GRATUITO.
martedì 9 giugno 2015
Secondo incontro di qigong all'aperto
Sabato 13 giugno ci sarà il secondo incontro di qigong all'aperto.
Ci concentreremo su movimento e respirazione abbinandoli per raggiungere un superiore stato di rilassamento.
L'appuntamento è alle ore 10:00 nel parco di Nervi, sul prato davanti a Villa Grimaldi.
E' richiesta conferma di partecipazione all'indirizzo cristiano.calvi@gmail.com oppure al 347 2753780
Ci concentreremo su movimento e respirazione abbinandoli per raggiungere un superiore stato di rilassamento.
L'appuntamento è alle ore 10:00 nel parco di Nervi, sul prato davanti a Villa Grimaldi.
E' richiesta conferma di partecipazione all'indirizzo cristiano.calvi@gmail.com oppure al 347 2753780
lunedì 23 marzo 2015
Nuovo stage di Qi Gong
Nuovo stage di Qigong sabato 28 Marzo.
Con l'arrivo della primavera l'obiettivo è quello di aumentare il livello energetico in modo da affrontare in maniera ottimale il cambio di stagione; lo stage sarà quindi indirizzato ad una pratica intensa concentrata in particolar modo al dantien, il nostro "serbatoio di Qi".
L'appuntamento è per sabato mattina alle ore 9:30 presso la Società Sportiva Sant'Ilario a Nervi, la durata dell'incontro è di tre ore.
E' richiesta conferma di partecipazione entro e non oltre mercoledì 25 all'indirizzo cristiano.calvi@gmail.com.
Con l'arrivo della primavera l'obiettivo è quello di aumentare il livello energetico in modo da affrontare in maniera ottimale il cambio di stagione; lo stage sarà quindi indirizzato ad una pratica intensa concentrata in particolar modo al dantien, il nostro "serbatoio di Qi".
L'appuntamento è per sabato mattina alle ore 9:30 presso la Società Sportiva Sant'Ilario a Nervi, la durata dell'incontro è di tre ore.
E' richiesta conferma di partecipazione entro e non oltre mercoledì 25 all'indirizzo cristiano.calvi@gmail.com.
lunedì 9 giugno 2014
Ultimo incontro di Qigong della stagione
Eccoci arrivati all'ultimo appuntamento della stagione del corso domenicale di Qigong.
Durante questo appuntamento affronteremo un lavoro di nuova concezione che unisce esercici di qigong con stretching energetico e automassaggio con lo scopo di migliorare ulteriormente la circolazione del Qi all'interno del corpo. Questa modalità di pratica permette un notevole rilassamento di tutta la muscolatura del corpo aumentando l'efficacia dei canonici esercizi di Qigong.
L'appuntamento è domenica 15 giugno alle ore 9:30 presso il Centro Ki, via Cesarea 10/16
Per ulteriori informazioni contattatemi pure all'indirizzo cristiano.calvi@gmail.com
lunedì 18 novembre 2013
Corso di formazione di Qi Gong (Ch'i Kung)
Ecco a voi finalmente il tanto richiesto “Corso di formazione di Qi Gong” che affronterà in maniera approfondita ed esaustiva questa disciplina sia dal punto di vista teorico che pratico.
Il corso sarà suddiviso in tre anni e vedrà i questa prima stagione 2013/2014 un totale di sette incontri, tutti di domenica.
Gli incontri sono studiati in modo tale da permettere a tutti la partecipazione. Ogni domenica è divisa in due sessioni: la sessione mattutina sarà interamente dedicata alla pratica per passare poi alla sessione pomeridiana, dedicata alla teoria e ad un approfondimento della stessa pratica effettuata al mattino.
L’intera giornata è quindi rivolta a chi desidera ricevere una formazione completa, avendo la possibilità di approfondire quelle parti di teoria e di pratica che normalmente non vengono affrontate durante i normali corsi stagionali, aprendo la strada anche all’aspetto dell’insegnamento.
Tutti coloro che invece desiderano fruire degli innumerevoli benefici che il qigong offre senza affrontare la parte di teoria e i vari approfondimenti saranno liberi di partecipare alla sola sessione mattutina.
Gli incontri si terranno presso i locali dell’Associazione Ki, via Cesarea 10/16 Genova, con il seguente orario: 9,30-13,30 (sessione mattutina) e 15,00-18,30 (sessione pomeridiana).
Il calendario per la stagione 2013/2014 è il seguente
- 1 Dicembre
- 22 Dicembre
- 26 Gennaio
- 23 Febbraio
- 23 Marzo
- 11 Maggio
- 15 Giugno
Elementi richiesti:
conferma di partecipazione;
tesseramento all’Associazione Ki.
Per maggiori informazioni e per ricevere una copia di bozza del programma generale scrivere a cristiano.calvi@gmail.com.
Il corso sarà suddiviso in tre anni e vedrà i questa prima stagione 2013/2014 un totale di sette incontri, tutti di domenica.
Gli incontri sono studiati in modo tale da permettere a tutti la partecipazione. Ogni domenica è divisa in due sessioni: la sessione mattutina sarà interamente dedicata alla pratica per passare poi alla sessione pomeridiana, dedicata alla teoria e ad un approfondimento della stessa pratica effettuata al mattino.
L’intera giornata è quindi rivolta a chi desidera ricevere una formazione completa, avendo la possibilità di approfondire quelle parti di teoria e di pratica che normalmente non vengono affrontate durante i normali corsi stagionali, aprendo la strada anche all’aspetto dell’insegnamento.
Tutti coloro che invece desiderano fruire degli innumerevoli benefici che il qigong offre senza affrontare la parte di teoria e i vari approfondimenti saranno liberi di partecipare alla sola sessione mattutina.
Gli incontri si terranno presso i locali dell’Associazione Ki, via Cesarea 10/16 Genova, con il seguente orario: 9,30-13,30 (sessione mattutina) e 15,00-18,30 (sessione pomeridiana).
Il calendario per la stagione 2013/2014 è il seguente
- 1 Dicembre
- 22 Dicembre
- 26 Gennaio
- 23 Febbraio
- 23 Marzo
- 11 Maggio
- 15 Giugno
Elementi richiesti:
conferma di partecipazione;
tesseramento all’Associazione Ki.
Per maggiori informazioni e per ricevere una copia di bozza del programma generale scrivere a cristiano.calvi@gmail.com.
venerdì 6 settembre 2013
Jung sull'I-Ching
Un'interessantissima prefazione scritta da Jung al libro dell'I-Ching che approfondisce gli schemi mentali del popolo orientale...
Carl Gustav Jung
I Ching
Tra gli studiosi occidentali si è diffusa la tendenza a liquidare quest'opera come una raccolta di "formule magiche", per alcuni troppo astrusa per essere intelligibile, per altri priva di qualsiasi valore. Per più di trent'anni mi sono interessato all'I Ching, questa tecnica oracolare, o metodo di esplorazione dell'inconscio, perchè a me sembrava di non comune importanza. Non è molto facile trovare il giusto accesso a questo monumento del pensiero cinese, così infinitamente diverso dai nostri modi di pensare.
Per capire in generale di che cosa tratti un simile libro è imperativo buttare a mare certi pregiudizi della mentalità occidentale. E' curioso che un popolo dotato e intelligente come i cinesi non abbia mai prodotto ciò che noi chiamiamo "scienza". La nostra "scienza", però, si basa sul principio di causalità, e la causalità è considerata verità assiomatica. Ma un grande cambiamento è ormai avviato. Gli assiomi della causalità sono scossi nelle loro fondamenta: ora sappiamo che quello che noi chiamiamo leggi di natura non sono altro che verità statistiche, costrette perciò ad ammettere delle eccezioni. Non abbiamo tenuto abbastanza conto del fatto che, per dimostrare la validità invariabile delle leggi di natura, abbiamo bisogno del laboratorio con le sue incisive restrizioni. Se lasciamo che la natura faccia da sè, vediamo un quadro ben differente: ogni processo subisce interferenze parziali o totali ad opera del caso, e in misura tale che in circostanze naturali un corso di eventi che si conformi in tutto e per tutto a leggi specifiche rappresenta quasi un'eccezione.
La mentalità cinese, quale io la vedo all'opera nell'I Ching, sembra preoccuparsi esclusivamente dell'aspetto accidentale degli eventi. Ciò che noi chiamiamo coincidenza sembra essere la cosa della quale questa peculiare mentalità s'interessa principalmente, mentre ciò che noi adoriamo come causalità passa quasi inosservato. Dobbiamo ammettere che qualche cosa si possa dire in favore dell'immensa importanza del caso. Una quantità incalcolabile di sforzi umani è rivolta a combattere e limitare i danni o i rischi rappresentati dal caso. Spesso le considerazioni teoriche su causa ed effetto appaiono pallide e polverose a paragone degli effetti pratici del caso. Va benissimo dire che il cristallo di quarzo è un prisma esagonale; è proprio vero - fintanto che si immagina un cristallo ideale.Ma in natura non si trovano due cristalli esattamente uguali, benchè tutti siano palesemente esagonali. La forma reale, tuttavia, sembra sollecitare il saggio cinese ben più di quella ideale. La confusa congerie di leggi naturali che costituisce la realtà empirica contiene per lui un significato ben più importante che non una spiegazione causale di eventi che poi devono di regola essere separati l'uno dall'altro prima che si possa discuterne in maniera appropriata.
Il modo in cui l'I Ching tende a considerare la realtà implica un giudizio poco favorevole per i nostri procedimenti causalistici. L'istante che sta sotto osservazione appare all'antica visione cinese più come un colpo di fortuna che come il risultato ben definito di catene causali concorrenti. Ciò che interessa sembra essere la configurazione che gli eventi accidentali assumono al momento dell'osservazione, e niente affatto le ragioni ipotetiche che apparentemente rendono conto della coincidenza. Mentre la mentalità occidentale pone ogni cura nel vagliare, pesare, scegliere, classificare, isolare, l'immagine che il cinese si fa del momento racchiude ogni cosa fino al più minuto e assurdo particolare, perchè l'istante osservato è il totale di tutti gli ingredienti. Accade così che quando si gettano le tre monete, questi dettagli casuali entrano nel quadro dell'istante d'osservazione formandone una parte: una parte insignificante per noi, eppure colma di significato per la mentalità cinese. Per noi sarebbe un'affermazione banale e quasi senza senso (almeno in apparenza) dire che qualunque cosa avvenga in un dato momento possiede inevitabilmente la qualità peculiare di quel momento. Questo non è un argomento astratto, anzi è un argomento assai pratico. Vi sono certi esperti che all'aspetto, gusto e comportamento di un vino sanno dedurre il sito della sua vigna e il suo anno di origine. Vi sono antiquari ai quali basta un'occhiata per indicare con un'esattezza quasi stregonesca l'epoca, la provenienza e l'autore di un oggetto d'arte o di un mobile. Di fronte a simili fatti bisogna ammettere che i momenti possono lasciare tracce di lunga durata.
In altre parole, l'inventore dell'I Ching, chiunque sia stato, era convinto che l'esagramma elaborato in un dato momento coincideva con questo momento anche nella qualità, e non soltanto nel tempo. Per lui l'esagramma era l'esponente del momento in cui si realizzava - più ancora di quanto potessero esserlo l'ora segnata dall'orologio o i dati risultanti dal calendario - in quanto l'esagramma era concepito come un indicatore della situazione essenziale prevalente al momento della sua origine.
Questa teoria implica un certo strano principio che io ho denominato sincronicità, un concetto che formula un punto di vista diametralmente opposto a quello della causalità. Quest'ultimo, essendo una verità meramente statistica e non assoluta, è una specie di ipotesi di lavoro sul modo in cui gli eventi evolvono l'uno dall'altro, mentre la sincronicità considera particolarmente importante la coincidenza degli eventi nello spazio e nel tempo, scorgendovi qualche cosa di più che il mero caso, e cioè una peculiare interdipendenza degli eventi oggettivi tra loro, come pure tra essi e le condizioni soggettive (psichiche) dell'osservatore o degli osservatori.
L'antica mentalità cinese contempla il cosmo in una maniera paragonabile a quella del fisico moderno, il quale non può negare che il suo modello del mondo sia una struttura decisamente psicofisica. L'evento microfisico include l'osservatore esattamente come la realtà che forma il sostrato dell'I Ching abbraccia le condizioni soggettive, ovvero psichiche, nella totalità della situazione momentanea. Come la causalità descrive la sequenza degli eventi, così per la mentalità cinese la sincronicità considera la loro coincidenza.
Orbene, i sessantaquattro esagrammi dell' I Ching sono lo strumento mediante il quale si può determinare il significato di sessantaquattro situazioni differenti e insieme tipiche. Queste interpretazioni sono l'equivalente delle spiegazioni causali. Il nesso causale è statisticamente necessario e può quindi essere sottoposto a esperimento. Poichè le situazioni sono ogni volta uniche e non possono essere ripetute, sembra impossibile, in condizioni normali, fare esperimenti con la sincronicità. Nell'I Ching il solo criterio di validità della sincronicità è l'opinione dell'osservatore, per il quale il testo dell'esagramma corrisponde a una fedele riproduzione del suo stato psichico.Si presuppone che la caduta delle monete sia proprio quale deve essere necessariamente in una data "situazione", in quanto ogni cosa che avviene in quel momento vi appartiene quale indispensabile elemento del quadro. Essa forma il disegno caratteristico di quell'istante. Ma una verità ovvia come questa rivela la sua natura significativa soltanto nel caso che sia possibile leggere il disegno e verificarne l'interpretazione, in parte mediante ciò che l'osservatore conosce della situazione soggettiva e oggettiva, in parte mediante il carattere degli eventi successivi.
L'argomentazione che ho esposto fin qui non si è mai affacciata, è ovvio, a una mente cinese. Al contrario, secondo l'antica tradizione, sono delle "entità spirituali" operanti in modo misterioso quelle che fanno dare una risposta sensata. Queste entità formano, per così dire, l'anima vivente del libro. Essendo così quest'ultimo una sorta di essere animato, la tradizione vuole che all'I Ching si possano porre delle domande nella fiducia di ottenerne risposte intelligenti. Le risposte sensate e piene di significato sono la regola. Se l'I Ching non è accettato dalla coscienza, almeno l'incoscio gli va incontro a metà strada, e l'I Ching è più vicino all'incoscio che non all'atteggiamento razionale della coscienza.
Devo confessare che durante la stesura della prefazione non mi ero sentito troppo a mio agio, giacchè, per il mio senso di responsablità verso la scienza, non ho l'abitudine di asserire qualcosa che non posso provare o almeno presentare come accettabile alla ragione. E' un compito ingrato, in verità tentare di presentare a un pubbico moderno e non privo di senso critico una raccolta di arcaiche "formule magiche" con l'idea di renderle piò o meno accettabili. Io mi sono accinto a questo compito perchè ritengo che nel modo di pensare degli antichi cinesi vi sia ben più di quanto possa sembrare a prima vista.
L'I Ching insiste continuamente sull'importanza di conoscere sè stessi. Il metodo con cui si dovrebbe arrivare a questa conoscenza si presta ad abusi d'ogni genere, e non è fatto, quindi, per le persone frivole e immature; come non è fatto per gli pseudointellettuali e i razionalisti. E' adatto solo per persone ponderate e riflessive che si soffermano a pensare su ciò che fanno e sulle esperienze che vivono. Non ho una risposta alla moltitudine di problemi che sorgono quando cerchiamo di conciliare l'oracolo dell'I Ching con i nostri canoni scientifici correnti. Ma - inutile dirlo - tutto ciò che è "occulto" va lasciato da parte. L'irrazionale pienezza della vita mi ha insegnato a non scartare alcunchè, nemmeno ciò che va contro tutte le nostre teorie (così effimere, nel migliore dei casi) o comunque non ammette spiegazioni immediate. E' inquietante, certo, e non si può mai dire se la bussola funziona o è impazzita; ma la sicurezza, la certezza e la quiete non portano mai a nessuna scoperta. Altrettanto vale per questo metodo cinese di divinazione. E' chiaro che il metodo mira alla conoscenza di sè, sebbene attraverso i millenni sia stato anche messo al servizio della superstizione.
E' ovvio che io sono profondamente convinto del valore della conoscenza di sè; ma che senso ha raccomandare questa conoscenza quando i maggiori saggi di ogni tempo ne hanno predicato la necessità senza successo? Persino all'occhio più prevenuto è chiaro che questo libro rappresenta una sola, lunga esortazione a esaminare con cura il proprio carattere, il proprio comportamento e le proprie motivazioni. Questo orientamento ha un forte richiamo su di me e mi ha indotto ad assumere l'impegno della prefazione.
Non si possono mettere da parte alla leggera uomini della statura di Confucio e Lao-tse quando si sia in grado di apprezzare la qualità del pensiero che essi rappresentano; e meno ancora si può sorvolare sul fatto che l'I Ching fu la loro principale fonte d'ispirazione.
Data l'estrema antichità e l'origine cinese dell'I Ching, non posso considerare anormale il suo linguaggio arcaico, simbolico e fiorito.
L'antica saggezza dell'Oriente dà la debita importanza al fatto che l'individuo intelligente chiarisca i propri pensieri, ma non ne dà nessuna alla maniera in cui lo fa.
Sembra a me che un lettore non prevenuto dovrebbe ora essere in condizione di formarsi almeno un'idea preliminare circa il "funzionamento" dell'I Ching.
[...]
Zurigo, 1949
Carl Gustav Jung
I Ching
Tra gli studiosi occidentali si è diffusa la tendenza a liquidare quest'opera come una raccolta di "formule magiche", per alcuni troppo astrusa per essere intelligibile, per altri priva di qualsiasi valore. Per più di trent'anni mi sono interessato all'I Ching, questa tecnica oracolare, o metodo di esplorazione dell'inconscio, perchè a me sembrava di non comune importanza. Non è molto facile trovare il giusto accesso a questo monumento del pensiero cinese, così infinitamente diverso dai nostri modi di pensare.
Per capire in generale di che cosa tratti un simile libro è imperativo buttare a mare certi pregiudizi della mentalità occidentale. E' curioso che un popolo dotato e intelligente come i cinesi non abbia mai prodotto ciò che noi chiamiamo "scienza". La nostra "scienza", però, si basa sul principio di causalità, e la causalità è considerata verità assiomatica. Ma un grande cambiamento è ormai avviato. Gli assiomi della causalità sono scossi nelle loro fondamenta: ora sappiamo che quello che noi chiamiamo leggi di natura non sono altro che verità statistiche, costrette perciò ad ammettere delle eccezioni. Non abbiamo tenuto abbastanza conto del fatto che, per dimostrare la validità invariabile delle leggi di natura, abbiamo bisogno del laboratorio con le sue incisive restrizioni. Se lasciamo che la natura faccia da sè, vediamo un quadro ben differente: ogni processo subisce interferenze parziali o totali ad opera del caso, e in misura tale che in circostanze naturali un corso di eventi che si conformi in tutto e per tutto a leggi specifiche rappresenta quasi un'eccezione.
La mentalità cinese, quale io la vedo all'opera nell'I Ching, sembra preoccuparsi esclusivamente dell'aspetto accidentale degli eventi. Ciò che noi chiamiamo coincidenza sembra essere la cosa della quale questa peculiare mentalità s'interessa principalmente, mentre ciò che noi adoriamo come causalità passa quasi inosservato. Dobbiamo ammettere che qualche cosa si possa dire in favore dell'immensa importanza del caso. Una quantità incalcolabile di sforzi umani è rivolta a combattere e limitare i danni o i rischi rappresentati dal caso. Spesso le considerazioni teoriche su causa ed effetto appaiono pallide e polverose a paragone degli effetti pratici del caso. Va benissimo dire che il cristallo di quarzo è un prisma esagonale; è proprio vero - fintanto che si immagina un cristallo ideale.Ma in natura non si trovano due cristalli esattamente uguali, benchè tutti siano palesemente esagonali. La forma reale, tuttavia, sembra sollecitare il saggio cinese ben più di quella ideale. La confusa congerie di leggi naturali che costituisce la realtà empirica contiene per lui un significato ben più importante che non una spiegazione causale di eventi che poi devono di regola essere separati l'uno dall'altro prima che si possa discuterne in maniera appropriata.
Il modo in cui l'I Ching tende a considerare la realtà implica un giudizio poco favorevole per i nostri procedimenti causalistici. L'istante che sta sotto osservazione appare all'antica visione cinese più come un colpo di fortuna che come il risultato ben definito di catene causali concorrenti. Ciò che interessa sembra essere la configurazione che gli eventi accidentali assumono al momento dell'osservazione, e niente affatto le ragioni ipotetiche che apparentemente rendono conto della coincidenza. Mentre la mentalità occidentale pone ogni cura nel vagliare, pesare, scegliere, classificare, isolare, l'immagine che il cinese si fa del momento racchiude ogni cosa fino al più minuto e assurdo particolare, perchè l'istante osservato è il totale di tutti gli ingredienti. Accade così che quando si gettano le tre monete, questi dettagli casuali entrano nel quadro dell'istante d'osservazione formandone una parte: una parte insignificante per noi, eppure colma di significato per la mentalità cinese. Per noi sarebbe un'affermazione banale e quasi senza senso (almeno in apparenza) dire che qualunque cosa avvenga in un dato momento possiede inevitabilmente la qualità peculiare di quel momento. Questo non è un argomento astratto, anzi è un argomento assai pratico. Vi sono certi esperti che all'aspetto, gusto e comportamento di un vino sanno dedurre il sito della sua vigna e il suo anno di origine. Vi sono antiquari ai quali basta un'occhiata per indicare con un'esattezza quasi stregonesca l'epoca, la provenienza e l'autore di un oggetto d'arte o di un mobile. Di fronte a simili fatti bisogna ammettere che i momenti possono lasciare tracce di lunga durata.
In altre parole, l'inventore dell'I Ching, chiunque sia stato, era convinto che l'esagramma elaborato in un dato momento coincideva con questo momento anche nella qualità, e non soltanto nel tempo. Per lui l'esagramma era l'esponente del momento in cui si realizzava - più ancora di quanto potessero esserlo l'ora segnata dall'orologio o i dati risultanti dal calendario - in quanto l'esagramma era concepito come un indicatore della situazione essenziale prevalente al momento della sua origine.
Questa teoria implica un certo strano principio che io ho denominato sincronicità, un concetto che formula un punto di vista diametralmente opposto a quello della causalità. Quest'ultimo, essendo una verità meramente statistica e non assoluta, è una specie di ipotesi di lavoro sul modo in cui gli eventi evolvono l'uno dall'altro, mentre la sincronicità considera particolarmente importante la coincidenza degli eventi nello spazio e nel tempo, scorgendovi qualche cosa di più che il mero caso, e cioè una peculiare interdipendenza degli eventi oggettivi tra loro, come pure tra essi e le condizioni soggettive (psichiche) dell'osservatore o degli osservatori.
L'antica mentalità cinese contempla il cosmo in una maniera paragonabile a quella del fisico moderno, il quale non può negare che il suo modello del mondo sia una struttura decisamente psicofisica. L'evento microfisico include l'osservatore esattamente come la realtà che forma il sostrato dell'I Ching abbraccia le condizioni soggettive, ovvero psichiche, nella totalità della situazione momentanea. Come la causalità descrive la sequenza degli eventi, così per la mentalità cinese la sincronicità considera la loro coincidenza.
Orbene, i sessantaquattro esagrammi dell' I Ching sono lo strumento mediante il quale si può determinare il significato di sessantaquattro situazioni differenti e insieme tipiche. Queste interpretazioni sono l'equivalente delle spiegazioni causali. Il nesso causale è statisticamente necessario e può quindi essere sottoposto a esperimento. Poichè le situazioni sono ogni volta uniche e non possono essere ripetute, sembra impossibile, in condizioni normali, fare esperimenti con la sincronicità. Nell'I Ching il solo criterio di validità della sincronicità è l'opinione dell'osservatore, per il quale il testo dell'esagramma corrisponde a una fedele riproduzione del suo stato psichico.Si presuppone che la caduta delle monete sia proprio quale deve essere necessariamente in una data "situazione", in quanto ogni cosa che avviene in quel momento vi appartiene quale indispensabile elemento del quadro. Essa forma il disegno caratteristico di quell'istante. Ma una verità ovvia come questa rivela la sua natura significativa soltanto nel caso che sia possibile leggere il disegno e verificarne l'interpretazione, in parte mediante ciò che l'osservatore conosce della situazione soggettiva e oggettiva, in parte mediante il carattere degli eventi successivi.
L'argomentazione che ho esposto fin qui non si è mai affacciata, è ovvio, a una mente cinese. Al contrario, secondo l'antica tradizione, sono delle "entità spirituali" operanti in modo misterioso quelle che fanno dare una risposta sensata. Queste entità formano, per così dire, l'anima vivente del libro. Essendo così quest'ultimo una sorta di essere animato, la tradizione vuole che all'I Ching si possano porre delle domande nella fiducia di ottenerne risposte intelligenti. Le risposte sensate e piene di significato sono la regola. Se l'I Ching non è accettato dalla coscienza, almeno l'incoscio gli va incontro a metà strada, e l'I Ching è più vicino all'incoscio che non all'atteggiamento razionale della coscienza.
Devo confessare che durante la stesura della prefazione non mi ero sentito troppo a mio agio, giacchè, per il mio senso di responsablità verso la scienza, non ho l'abitudine di asserire qualcosa che non posso provare o almeno presentare come accettabile alla ragione. E' un compito ingrato, in verità tentare di presentare a un pubbico moderno e non privo di senso critico una raccolta di arcaiche "formule magiche" con l'idea di renderle piò o meno accettabili. Io mi sono accinto a questo compito perchè ritengo che nel modo di pensare degli antichi cinesi vi sia ben più di quanto possa sembrare a prima vista.
L'I Ching insiste continuamente sull'importanza di conoscere sè stessi. Il metodo con cui si dovrebbe arrivare a questa conoscenza si presta ad abusi d'ogni genere, e non è fatto, quindi, per le persone frivole e immature; come non è fatto per gli pseudointellettuali e i razionalisti. E' adatto solo per persone ponderate e riflessive che si soffermano a pensare su ciò che fanno e sulle esperienze che vivono. Non ho una risposta alla moltitudine di problemi che sorgono quando cerchiamo di conciliare l'oracolo dell'I Ching con i nostri canoni scientifici correnti. Ma - inutile dirlo - tutto ciò che è "occulto" va lasciato da parte. L'irrazionale pienezza della vita mi ha insegnato a non scartare alcunchè, nemmeno ciò che va contro tutte le nostre teorie (così effimere, nel migliore dei casi) o comunque non ammette spiegazioni immediate. E' inquietante, certo, e non si può mai dire se la bussola funziona o è impazzita; ma la sicurezza, la certezza e la quiete non portano mai a nessuna scoperta. Altrettanto vale per questo metodo cinese di divinazione. E' chiaro che il metodo mira alla conoscenza di sè, sebbene attraverso i millenni sia stato anche messo al servizio della superstizione.
E' ovvio che io sono profondamente convinto del valore della conoscenza di sè; ma che senso ha raccomandare questa conoscenza quando i maggiori saggi di ogni tempo ne hanno predicato la necessità senza successo? Persino all'occhio più prevenuto è chiaro che questo libro rappresenta una sola, lunga esortazione a esaminare con cura il proprio carattere, il proprio comportamento e le proprie motivazioni. Questo orientamento ha un forte richiamo su di me e mi ha indotto ad assumere l'impegno della prefazione.
Non si possono mettere da parte alla leggera uomini della statura di Confucio e Lao-tse quando si sia in grado di apprezzare la qualità del pensiero che essi rappresentano; e meno ancora si può sorvolare sul fatto che l'I Ching fu la loro principale fonte d'ispirazione.
Data l'estrema antichità e l'origine cinese dell'I Ching, non posso considerare anormale il suo linguaggio arcaico, simbolico e fiorito.
L'antica saggezza dell'Oriente dà la debita importanza al fatto che l'individuo intelligente chiarisca i propri pensieri, ma non ne dà nessuna alla maniera in cui lo fa.
Sembra a me che un lettore non prevenuto dovrebbe ora essere in condizione di formarsi almeno un'idea preliminare circa il "funzionamento" dell'I Ching.
[...]
Zurigo, 1949
martedì 2 ottobre 2012
La respirazione
Elemento fondamentale per la vita è l'aria, naturale quindi che l'elemento fondamentale di discipline che si occupano di benessere sia la respirazione. In effetti il termine Qi è traducibile non solo con "energia" ma anche con "respiro", che infatti attribuisce la vita.
Buona parte della pratica del QiGong e del Taijiquan è legata ad esercizi che riguardano la respirazione, concentrati sull'utilizzo non della cassa toracica ma del diaframma e dell'addome. Parleremo quindi di respirazione addominale che può essere regolare, o "post-natale", e contraria, o "pre-natale".
La respirazione post-natale risulta a noi essere la più naturale: durante l'inspirazione il diaframma scende e l'addome si espande per contrarsi durante l'espirazione. Inizialmente è opportuno che il praticante si eserciti su questo tipo di respirazione imparando a padroneggiarla a dovere per poi passare alla fase successiva, quella della respirazione pre-natale. Durante questa respirazione l'addome si comporta in modo esattamente opposto: si contrae durante l'inspirazione e si espande durante l'espirazione; secondo la filosofia taoista è questa la respirazione effettuata dal feto nel grembo materno, provvede al suo "approvvigionamento" non dalle usuali vie respiratorie come sarà dopo la nascita, ma dal cordone ombelicale.
In realtà con la respirazione pre-natale noi creiamo un Taiji nel nostro corpo in quanto combiniamo e separiamo sistematicamente il Qi pre-natale (Yang) e il Qi post-natale (Yin).
Durante l'inspirazione il Qi post-natale che riempie i polmoni viene spinto in basso verso il diaframma mentre il Qi pre-natale viene spinto verso l'alto dalla contrazione dell'addome e dal sollevamento del perineo: ora abbiamo i due Qi uniti nel Taiji. Durante l'espirazione il Qi post-natale esce dal corpo attraverso il naso mentre il Qi pre-natale sprofonda nel Dantien. I taoisti definiscono questa respirazione Qi Ton. "Ton significa permeare e mescolare, Qi Ton si riferisce quindi alla diffusione e alla combinazione dei due tipi di Qi. Oltre a facilitare il controllo volontario della respirazione, il Qi-Ton porta beneficio agli organi interni, contraendoli e rilassandoli alternativamente. Questo tipo di esercizio interno distingue il Taiji da molti altri tipi di esercizi che mirano solo al rafforzamento e allo sviluppo della muscolatura esterna." (Jou Tsung Hwa).
Buona parte della pratica del QiGong e del Taijiquan è legata ad esercizi che riguardano la respirazione, concentrati sull'utilizzo non della cassa toracica ma del diaframma e dell'addome. Parleremo quindi di respirazione addominale che può essere regolare, o "post-natale", e contraria, o "pre-natale".
La respirazione post-natale risulta a noi essere la più naturale: durante l'inspirazione il diaframma scende e l'addome si espande per contrarsi durante l'espirazione. Inizialmente è opportuno che il praticante si eserciti su questo tipo di respirazione imparando a padroneggiarla a dovere per poi passare alla fase successiva, quella della respirazione pre-natale. Durante questa respirazione l'addome si comporta in modo esattamente opposto: si contrae durante l'inspirazione e si espande durante l'espirazione; secondo la filosofia taoista è questa la respirazione effettuata dal feto nel grembo materno, provvede al suo "approvvigionamento" non dalle usuali vie respiratorie come sarà dopo la nascita, ma dal cordone ombelicale.
In realtà con la respirazione pre-natale noi creiamo un Taiji nel nostro corpo in quanto combiniamo e separiamo sistematicamente il Qi pre-natale (Yang) e il Qi post-natale (Yin).
Durante l'inspirazione il Qi post-natale che riempie i polmoni viene spinto in basso verso il diaframma mentre il Qi pre-natale viene spinto verso l'alto dalla contrazione dell'addome e dal sollevamento del perineo: ora abbiamo i due Qi uniti nel Taiji. Durante l'espirazione il Qi post-natale esce dal corpo attraverso il naso mentre il Qi pre-natale sprofonda nel Dantien. I taoisti definiscono questa respirazione Qi Ton. "Ton significa permeare e mescolare, Qi Ton si riferisce quindi alla diffusione e alla combinazione dei due tipi di Qi. Oltre a facilitare il controllo volontario della respirazione, il Qi-Ton porta beneficio agli organi interni, contraendoli e rilassandoli alternativamente. Questo tipo di esercizio interno distingue il Taiji da molti altri tipi di esercizi che mirano solo al rafforzamento e allo sviluppo della muscolatura esterna." (Jou Tsung Hwa).
sabato 1 settembre 2012
Il Wu Ji
Il significato e l'importanza del raggiungimento del vuoto mentale e dello stato di Wu Ji prima dell'inizio della pratica del Tai Ji Quan.
Secondo la filosofia cinese l'intero universo, a partire dal primo movimento creato dalla dualità Yin/Yang (Taiji), è nato dallo stato di Wu Ji, estrema vacuità, immobilità assoluta.
Lo stesso principio viene applicato nell'esecuzione della forma del Tai Ji Quan, di qualunque stile essa sia. Il pensiero del movimento, l'intenzione e quindi il movimento stesso nascono da una situazione di calma totale, di Wu Ji appunto.
Per questo motivo è molto importante raggiungere questa situazione: l'idea di praticare il Tai Ji Quan si forma nel primissimo istante di cambiamento, quando tutto è ancora immobile sia dal punto di vista fisico che da quello mentale.
sabato 18 giugno 2011
lunedì 14 marzo 2011
La penosa benignità
Chi sta sulla punta dei piedi non si tien ritto,
chi sta a gambe larghe non cammina,
chi da sé vede non è illuminato,
chi da sé s'approva non splende,
chi da sé si gloria non ha merito,
chi da sé s'esalta non dura a lungo.
Nel Tao queste cose sono avanzumi ed escrescenze,
che le creature hanno sempre detestati.
Per questo non rimane chi pratica il Tao.
Tao Te Ching, XXIV
Iscriviti a:
Post (Atom)









